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Riproduzione di Laetacara curviceps (di Franca Marano 
Laetacara curviceps è un Ciclide nano del Sud America che raggiunge circa 7,5 cm. di lunghezza, di forma ovale appiattito sui fianchi, colore di fondo grigio azzurro con sfumature rosso scuro; non ci sono differenze sostanziali fra il maschio e la femmina salvo che: - il maschio adulto presenta la pinna dorsale poco più lunga e appuntita, il colore è grigio azzurro chiaro - la femmina adulta è di corporatura più robusta e macchie rosso scuro sul corpo e pinna dorsale e caudale, il suo è un colore grigio azzurro intenso. Temperatura di allevamento : 24/25° - pH 7 La Riproduzione Verso la metà di gennaio 2002 vado dal mio negoziante perché volevo acquistare dei pesci interessanti da riprodurre (era già trascorso almeno un mese dagli ultimi p.scalare colore selvatico pinne velo che avevo piazzato) e dovevano essere TASSATIVAMENTE dei ciclidi nani. In un grande acquario pieno di piante c'era proprio quello che cercavo: 3 adulti di Laetacara curviceps e, vista sia la difficoltà a pescarli che capire (nel trambusto generale) qual'era la coppia, me li porto a casa tutti e tre. Nel frattempo avevo riallestito quasi tutto l'acquario che li doveva ospitare: si tratta di un Tenerif 55 (capacità 40 l.netti). Ho messo al centro un bel legno a forma di zampa di gallina, a cui ho legato tanta Microsorum, poi ho inserito piante di Vallisneria lungo i lati dei vetri opposti al filtro e poco prima un bel sasso piatto nero e molte altre piante (il tutto perché questo acquario è situato in cucina e quindi dovevo cercare di creare dei nascondigli per farli sentire relativamente tranquilli). Dopo circa mezz'ora i nuovi ospiti hanno cominciato a nuotare per la vasca con sospetto, fino a che si sono incontrati e la battaglia ha avuto inizio: il più grosso e colorato ne ha spinto uno in un angolo e poi ha rincorso l'altro attaccandolo; il tutto è andato avanti fino a quando quest'ultimo si è nascosto sul filtro e ho potuto finalmente catturarlo e trasferirlo in un'altra vasca. Il giorno dopo è iniziato il corteggiamento, nuotavano lentamente affiancati l'un l'altro tremando vigorosamente, pulivano vetri, sassi e piante con un accanimento sempre più crescente, scavavano delle grosse buche: addio piante (che macello!), sia quelle appena inserite che quelle ben radicate che li intralciavano, le mandavano in superficie piano piano a forza di boccate e testate (forse avevo un po' esagerato). Premetto che in vasca c'erano comunque altri coinquilini: 3 Caridina Japonica, 2 Otocinclus affinis e 1 Ampullaria di 2 cm. Finalmente il 22 gennaio hanno deposto tantissime uova e ho scoperto con mia grande sorpresa che la femmina era quella più grossa e colorata (nei Ramirezi, Apistogramma agassizi, cacatuoides, pelvicacromis pulcher è esattamente il contrario); da questo momento in poi è diventata marrone scuro, sembrava proprio una piccola cernia. La cura delle uova era quasi esclusivamente prerogativa della femmina che non mangiava quasi più, il maschio invece sorvegliava il territorio e, ahimè, continuava a fare buche o ad affondare quelle già esistenti. Il 24 gennaio si sono schiuse le uova ed i genitori, uno alla volta, prendevano in bocca gli avannotti e li portavano in una buca: non sono riuscita a capire come facevano ma, senza emettere dei suoni, si spostavano dalle rispettive mete all'unisono e questo accadeva fino a che non erano certi di averli trasportati tutti. Purtroppo la mattina successiva gli avannotti erano spariti. Il 3 febbraio dopo i soliti corteggiamenti (secondo mio marito a tempo di rap), hanno rideposto su una foglia larga vicino al filtro, ho notato però che questa volta erano più aggressivi con gli altri ospiti. Il 6 febbraio è avvenuta la schiusa e gli avannotti sono stati portati nella solita buca vicino alle bocchette del filtro a cui avevo precedentemente applicato una striscia di resina espansa (spugna) con degli elastici e da lì, durante il giorno, li hanno portati in un'altra buca; finito il trasloco il maschio, aiutandosi con la bocca, le pinne ed il ventre, sollevava lo sporco depositato nella vecchia tana che veniva così aspirato dal filtro (in pratica è come se avesse spazzato) ed era quindi pronta per essere riutilizzata. L'11 febbraio, quindi dopo soli 8 giorni, finalmente nuotavano, e che NUVOLA! Che SODDISFAZIONE!!! Ho iniziato subito con somministrazioni frequenti di naupli di artemia, che avevo già fatto schiudere con i soliti sistemi reperibili in commercio, e anguillule dell'aceto, che sono ancora più piccole dei naupli, aiutandomi con una siringa (senza ago) a cui ho applicato un adeguato tubicino verde rigido lungo a sufficienza per poter arrivare agli avannotti: ogni qualvolta che lo avvicinavo ai piccoli venivo attaccata da entrambi i genitori che prima assaggiavano a grandi boccate e poi si facevano da parte, sempre molto vigili. Tenevano il gruppo dei piccoli sempre compatto e appena qualcuno si allontanava il babbo lo recuperava e, dopo averlo a lungo masticato (si fa per dire), lo risputava fra gli altri. Quando si avvicinava il momento dello spegnimento delle luci, li riportavano tutti nella prima buca. Ho continuato a somministrare naupli d'artemia per 15 giorni poi, per altri 10 giorni, ho alternato i naupli a del secco molto fine (gamberetti in polvere che mi ha ceduto un amico) quindi ho proseguito solo con i suddetti gamberetti liofilizzati, larve di zanzare rosse finemente triturate e un mangime secco in granuli della Sera molto fine e appetibile; in totale almeno 5 pasti al giorno. Dopo 45 giorni si può passare a del secco, sia in granuli che scaglie per adulti, non disdegnano naturalmente il pastone per discus che io ho preparato aggiungendo ai soliti ingredienti sia il calcio che le vitamine "VMP" della Pfizer. Effettuate cambi giornalieri del 10% oppure a giorni alterni del 15/20%, i piccoli vi ringrazieranno crescendo meravigliosamente. Ho dovuto comunque togliere sia l'Ampullaria che i poveri Otocinclus; i gamberetti, invece, stazionavano fissi su una foglia di Microsorum quasi a pelo d'acqua; dopo un mese e mezzo ho tolto anche i genitori. L'ultima volta che li ho contati erano almeno 70 piccoli e adesso, dopo 2 mesi, sono lunghi 2 cm. circa (alcuni più, altri poco meno). Sono pesci molto tranquilli, convivono bene sia con Discus che con pesci di taglia a loro inferiore e non si lasciano intimidire; hanno avuto il coraggio di fare delle parate di minaccia a dei Discus adulti che erano troppo vicini alle loro uova, anche se, quando si sono trovati bocca a bocca, hanno pensato bene di ritirarsi in buon ordine. Spero che questa mia esperienza vi sia piaciuta e di non avervi annoiato! (Franca Marano, acquariofila dall'ottobre del 1999 e socia GAF)
  
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