Pelvicachromis pulcher PDF Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Ghelli   

Pelvicachromis pulcher
(di Maurizio Ghelli)

Il Pelvicachromis pulcher è un Ciclide, di circa nove centimetri di lunghezza massima, originario dell'Africa occidentale.

E' uno di quei pesci che vengono definiti "facili" e adatti, quindi, al principiante che si accosti al nostro hobby con passione e voglia di imparare. Effettivamente, è un pesce che non ha grandi pretese e sta bene in acqua con valori medi dell’acqua (pH 7, GH 10, KH 3, e T 25°C); acque più tenere sono preferite, ma accetta anche acque più dure.

La mia esperienza con questo magnifico pesce mi insegna che può essere allevato e riprodotto anche da chi è alle prime armi perché, oltre a non avere grandi esigenze come acqua, è facile accontentarlo anche come qualità di cibo, dato che accetta qualunque tipo di mangime, vivo o secco, anche se preferirebbe, ovviamente, il primo.

Per allevare questo Ciclide, è necessaria una vasca di almeno 80 litri, un volume facilmente accessibile all’acquariofilo principiante.

Oltre a tutti questi "pregi", c'è da aggiungere che i P. pulcher hanno dei magnifici colori della livrea, specialmente quando sono pronti per riprodursi; ai già bei colori normali (strisce dorate su un corpo grigio e nero con degli "occhi" sulle pinne dorsali) si aggiunge anche il rosso dell'addome.

Come tutti i Ciclidi, anche i P. pulcher sono animali molto territoriali e non accettano altri pesci della stessa specie nella loro zona, e sono abbastanza intolleranti anche nei confronti di altre specie durante il periodo della riproduzione.

Per assistere alla riproduzione basta mettere in vasca una coppia. Se le femmine sono piu' di una il maschio scegliera' la preferita e le altre saranno costrette a stare nascoste. Io consiglio di inserire solo una coppia. Il dimorfismo sessuale è abbastanza evidente, avendo il maschio le pinne anali e dorsali appuntite, mentre la femmina le ha più arrotondate, oltre ad essere più piccola di taglia.

Nella vasca dove intendiamo allevarli, è bene inserire un mezzo guscio di una noce di cocco, messo capovolto a formare una cavità. Sicuramente, appena inserita nella vasca, la coppia prenderà possesso del guscio e comincerà la pulizia dell'interno. E' molto divertente veder uscire la femmina con dei sassolini in bocca; li toglie per formare una buca sotto il guscio, in modo da creare lo spazio per potersi muovere liberamente insieme al maschio.

Quando l'addome della femmina comincerà a diventare rosso, vuol dire che saremo vicini al momento dell’accoppiamento; la femmina si avvicinerà al maschio e "vibrerà" con tutto il corpo. Questa scena si ripeterà fino a quando anche il maschio risponderà a queste vibrazioni e tutti e due spariranno sotto il guscio della noce di cocco. Per qualche giorno vedremo girare per la vasca solo il maschio; la femmina non uscirà nemmeno per mangiare e quando comincerà a fare capolino dal guscio, potremo essere sicuri che sarà vicino il momento in cui uscirà con la nuvola di piccoli che, nel frattempo, saranno nati. Questo è uno dei momenti più belli per un acquariofilo: vedere una nuvoletta di piccolissimi pesci nuotare protetti dai genitori e' uno spettacolo indescrivibile. Se qualche piccolo si allontana, subito uno dei due genitori lo riprende con la bocca e lo riporta nel gruppo. Ho passato ore a guardare questo spettacolo.

Quando i piccoli avranno assorbito quello che resta del sacco vitellino, potremo dargli da mangiare dei naupli di Artemia appena schiusi oppure del mangime in polvere per avannotti. Un modo per non riempire inutilmente la vasca di mangime, è di fornirsi di una siringa in cui, al posto dell'ago, si trovi un tubicino abbastanza lungo, in modo da far arrivare il mangime, sospeso nella siringa con un po’ di acqua dell’acquario, direttamente nella zona dove sono i piccoli, avvicinando lentamente il tubicino alla nuvoletta dei pesciolini.

Dopo una quindicina di giorni, è meglio allontanare i piccoli dai genitori e continuare l'accrescimento in una vaschetta separata, senza nessun arredo e soltanto con una pietra porosa e un riscaldatore per avere sempre l'acqua a 25°; Il fatto che non ci siano arredi facilita la pulizia della vasca in quanto è possibile sifonare il fondo senza problemi. Mettere i piccoli in una vaschetta a parte serve sia a tenere più pulito l'ambiente che a facilitare la somministrazione del mangime. Chiaramente, i cambi d'acqua dovranno essere molto frequenti, io cambiavo il 10% giornaliero e, come sempre, all'acqua aggiungevo il biocondizionatore. Come tutti i piccoli e' bene dare il mangime poco ma spesso.

In una delle mie vasche di comunità, si sono riprodotti i Pelvicachromis pulcher in compagnia di Guppy e Cardinali. Finché non hanno deciso di riprodursi, non ho mai avuto problemi di convivenza, ma non appena il ventre della femmina è diventato rosso, tutti gli altri pesci sono stati relegati in un angolo della vasca, e chi si azzardava a girare per l'acquario veniva attaccato con violenza.

In conclusione, io mi sento di consigliare di certo il Pelvicachromis pulcher come pesce per entrare nel mondo dell'acquariofilia; chi, come me, l'ha allevato almeno una volta nella vita, non lo dimenticherà mai più.

 

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