Ospiti particolari in acquario (Articolo e foto di Massimo Lascialfari)
La maggior parte di noi acquariofili si dedica con passione a molte specie di pesci e piante da allevare e coltivare nelle varie vasche con risultati sorprendenti, esiste però un mondo a parte, meno conosciuto ma per questo non meno affascinante: a questo mondo fanno parte i vari anfibi, molluschi, crostacei, ecc., tutti animali insoliti che potranno popolare le nostre vasche d'acqua dolce dando all'allevatore molte soddisfazioni.
In quest'articolo vorrei occuparmi dei vari anfibi da acquario, vale a dire che passano la quasi totalità della loro vita sommersi, e quelli invece da acquaterrario di cui, anche senza avere esperienze dirette, ho raccolto molte informazioni e spero al più presto di poterne allevare qualche esemplare.
Le rane
Chi di noi non ne ha mai vista una gracidare nei vari torrenti o laghetti della nostra zona? Sicuramente nessuno.
Naturalmente le rane nostrane non si prestano proprio alle nostre vasche e sono in ogni modo soggette anche alla protezione della convenzione di Berna, che vieta la detenzione e all'allevamento da parte di privati di tutti gli anfibi e rettili italiani.
Possiamo condividere o no questo tipo di limitazione (anche perché esistono vari allevamenti destinati ad uso alimentare) ma tuttavia la legge è legge e quindi sappiamo che allevare e catturare, nonché vendere, questi anfibi, è illegale.
Quindi per parlare un po' di questi simpatici animali dobbiamo spostarci un po' più lontano da noi ed andare in Africa.
Hymenochirus



Queste rane sono originarie dell'Africa centro-occidentale ma ormai, come quasi tutti gli animali da acquario, sono riprodotte da migliaia di generazioni in cattività.
Sono veramente delle mini-rane, infatti raramente passano i 3 cm di lunghezza e la loro vita è perennemente acquatica dato che fanno parte della famiglia delle Pipa che comprende anche lo Xenopus leavis di cui parlerò più avanti.
La vasca:
Incominciamo a parlare di vasche dicendo che per tutti gli animali che tratterò in quest'articolo sarebbe meglio avere vasche riservate solo a loro.
Infatti anche queste piccole rane potrebbero convivere come indole nelle nostre vasche di pesci tropicali ma sarebbero svantaggiate nella conquista del cibo da parte di pesci che sostano nella parte centrale e superiore dell'acquario. Le conseguenze sono facilmente immaginabili e quindi mi sento di consigliare di dedicargli una piccola vasca di circa 20 litri dove possono convivere comodamente anche 5/6 esemplari, ma è sempre meglio non esagerare.
E' necessario che la vasca sia coperta anche da una rete, per evitare fughe improvvise.
Non starò a ripetere l'importanza delle piante nella vasca: tutti voi sapete bene quanto sia necessaria per raggiungere un equilibrio salutare per le nostre amiche; poca importanza ha la qualità chimica dell'acqua, infatti sopportano benissimo l'acidità e la durezza della nostra normale acqua del rubinetto (a parte il cloro,naturalmente).
Se nella vostra abitazione d'inverno la temperatura non scende sotto i 13/14° non si rende necessario nemmeno l'uso del riscaldatore. Necessario invece l'uso di un piccolo filtro meccanico-biologico, che però deve essere di portata lentissima, e di un'illuminazione artificiale per l'impatto visivo e per le piante.
Tutti gli anfibi sono molto più tranquilli se non si crea molto movimento nell'acqua e si rende necessario anche fare un fondo di materiale non troppo fine. Escluderei tutti i tipi di sabbia mentre mi sento di consigliare per tutti la famosa Akadama (terra per bonsai) che si trova nei vari Garden.
Alimentazione:
Inutile perdere la testa per fornirgli una varietà alta di cibi: queste piccolette possono crescere benissimo alimentate con delle larve rosse di zanzara surgelate (Chironomus) senza problemi.
Sopportano anche 2/3 settimane di digiuno quindi siamo a posto per l'eventuali nostre assenze da casa e possono essere alimentate a sazietà ogni quattro giorni circa per gli esemplari adulti e ogni due giorni per gli esemplari giovani.
Riproduzione:
Purtroppo non ho esperienze dirette avendo solo maschi.
Documentandosi si legge che è necessario creare nella vasca un periodo di circa un mese con temperatura non superiore a 17° e senza alimentazione oppure solo poche volte.
Successivamente vanno portate le rane a circa 24° e cosi le femmine produrranno le uova.
Naturalmente queste condizioni potrebbero crearsi anche nel passaggio tra l'inverno e la primavera nella nostra abitazione quindi, se qualcuno di voi potrà trovare delle coppie, mi potrà dire precisamente come si ottenga la riproduzione.
Xenopus laevis

Molto più facile da trovare nei negozi è lo Xenopus liscio o Rana artigliata africana.
Anch'esso fa parte della famiglia delle Pipa ed esistono ormai esemplari tutti riprodotti in cattività anche con colorazione albina.




In passato era usato in medicina per vari esperimenti e test di gravidanza e adesso, con più fortuna per lui, fa parte degli innumerevoli animali da acquario e non è soggetto ad alcuna protezione: per questo non ha bisogno delle CITES.
Spesso è venduto da negozianti senza scrupoli come animale adatto alla vita di un acquario tropicale di comunità: niente di più SBAGLIATO!!!.
E' facile cascare nel tranello per un principiante che si fa condizionare dalle dimensioni limitate di questa ranocchia (in commercio si trovano spesso esemplari giovani e albini) ma guardategli la bocca!
Se la osservate bene si potrà dedurre subito la sua voracità, gli occhi piccoli senza palpebre e ravvicinati, le zampe anteriori sempre aperte e NON palmate, gli artigli neri sulle tre dita esterne delle cinque sulle zampe posteriori: queste sono le condizioni che vi faranno riconoscere subito che si tratta di uno Xenopus.
A volte è scambiato per Hymenochirus ma attenti! Se lo osservate dall'alto potrete vedere subito la differenza anche se è molto piccolo. Le zampe posteriori dell'Hymeno fanno una specie di "Z" netta e spigolosa mentre nello Xenopo fanno una "S" grassoccia.

In ogni caso, anche per quest'animale, è necessario predisporre una vasca dedicata. Se lo mettete insieme ai pesci, specialmente se questi ultimi sono di piccola taglia, inizieranno delle misteriose "scomparse" con il vantaggio di veder crescere la ranocchia fino ad 8 cm (zampe escluse) per il maschio e fino a 15 cm per la femmina.
Credetemi: ogni tentativo di convivenza con altri soggetti sarà sicuramente un fallimento!
Anche per gli anfibi della sua stessa specie è necessario stare attenti che non ci sia molta differenza di taglia, infatti, lo Xenopo è anche un potenziale cannibale.
La vasca:
Come già detto è necessario metterlo in una vasca tutta per lui di dimensioni adatte alla sua stazza.
Quindi diciamo che per un solo esemplare sarà necessario un'acquario di capienza minima di 20 litri.
Consiglio un'altezza massima dell'acqua di circa 30 cm per non fargli fare troppa fatica per raggiungere la superficie.
La temperatura dovrà essere intorno ai 25° e in ogni caso mai al di sotto di 12°.
Per l'arredamento è consigliabile mettere una radice affiorante per permettergli di mettere la testa fuori dall'acqua quando ne avrà voglia.
In ogni modo, anche senza di questa, la rana potrà lo stesso galleggiare oppure arrampicarsi nelle piante, come sempre indispensabili.
Come fondo consiglio la solita Akadama ed è sempre da evitare sabbia o graniglia molto fine.
Infatti anche a questa rana molto vorace capiterà spesso di inghiottire le prede con il materiale del fondo, con il rischio di provocargli qualche disturbo di salute. La terra è sicuramente più "digeribile".
Mentre per l'Hymenochirus si potrebbe lasciar stare il filtro, per lo Xenopo è invece indispensabile!
Un buon filtro con azione meccanica e biologica eviterà l'inquinarsi eccessivo dell'acqua poiché l'animale produce diversi escrementi visto il suo appetito.
I valori chimici dell'acqua sono poco importanti.
Mi raccomando la copertura della vasca! Specialmente quando l'acqua è calda "saltano" che è una meraviglia!
Alimentazione:
Potrei dire che mangia di tutto! Naturalmente non materia vegetale, ma accetta tutti i mangimi surgelati ed anche quelli non per uso acquariofilo e dunque: mangime per pesci liofilizzato, chironomus, artemia, krill, ecc. nonché lombrichi di terra, camole, caimani, gamberetti e pesciolini tipo guppy e platy ma..... avreste il coraggio di dare da mangiare a questa "bestia" i vostri teneri avannotti? Io no!
A proposito di coraggio, leggo sulle varie pubblicazioni che gli esemplari adulti possono venire occasionalmente nutriti anche con piccolissimi topi!!! Sembra strano a prima vista ma appena avrete uno Xenopus vi accorgerete come questo non sia impossibile.
Naturalmente io mi limito solo al surgelato e, mai e poi mai, darò in pasto alla mia rana un avannotto o un mio carissimo amico roditore!!!
Attenzione poi a non dargli troppo cibo! Lo Xenopus non si stanca mai di inghiottire e può arrivare al punto di scoppiare specialmente con il cibo vivo.
Io di solito l'alimento ogni due giorni alternando lombrichi (1 o 2) e chironomus (un po') senza esagerare e senza vedere la sua pancia crescere a dismisura.
Riproduzione:
Anche qui non so niente di diretto ma, come per l'Hymenochirus, ho letto che per ottenere la riproduzione è necessario farli "sentire" un periodo di "freddo" e poi di "caldo" simulando la primavera.
Mi limiterò nel riconoscimento dei sessi che è molto facile.
Il maschio, a parte le dimensioni più ridotte, è riconoscibile dall'assoluta mancanza di una piccolissima coda.
Infatti la femmina presenta un vestigio di coda nel "fondo schiena".
Buon allevamento!

I Tritoni
Entriamo ora nel fantastico mondo di questi affascinanti anfibi. Come già detto molte specie sono soggette a protezione e, per quanto mi risulta fino ad ora, non è possibile acquistare o catturare legalmente tritoni italiani o europei.
Per questo motivo sono costretto a parlare solo dei tritoni che sono riuscito a reperire quindi, spostiamoci in Cina e poi in Marocco.
Cynops orientalis

Questo meraviglioso tritone dal "ventre di fuoco" compare sempre più spesso nei migliori negozi d'acquariofilia perché ha un costo contenuto così come le sue dimensioni.
Molto facile da allevare, il Cynops orientalis è originario della Cina ed è veramente un "piccoletto" perché raramente supera i 6/7 cm di lunghezza per i maschi e 9/10 cm per le femmine.
Si trova spesso sui testi come Pyrrogaster che molto probabilmente si differenzia dall'Orientalis per le dimensioni maggiori.
Tutti i tritoni hanno bisogno di una vasca con scarsissimo movimento dell'acqua proprio come per le rane e, possibilmente, di temperature non troppo elevate.
La vasca:
Una vasca adeguata alla sua taglia, quindi i soliti 20 litri, per una coppia possono bastare.
Questi tritoni passano il 95% della sua vita sommersi, quindi inutile costruire un terrario ma limitiamoci ad adattare un acquario con una porzione di "terraferma" ad esempio od un sughero galleggiante.
Il Cynops userà questa piattaforma quando l'acqua sarà troppo calda per curarsi da eventuali malattie o dal semplice stress.
Anche in questo caso si potrà usare una radice affiorante oppure delle piante galleggianti: Riccia, ecc.
Sempre valori chimici dell'acqua sono poco importanti va mantenuta un altezza massima dell'acqua di circa 30 cm.
Rischio d'essere ripetitivo ma le condizioni di vita degli anfibi trattati sono pressoché le stesse quindi utilizzeremo sempre un filtro ad azione meccanica - biologica con scarsa portata, fondo in materiale non troppo fine, ecc.
Alimentazione:
Tendenzialmente chironomus surgelati e piccoli lombrichi ma anche, artemia, krill, ecc.
A differenza delle rane questi tritoni hanno un metabolismo rapido quindi si potrà dargli da mangiare anche tutti i giorni, senza preoccuparsi però d'eventuali piccoli periodi di digiuno.
Riproduzione:
Purtroppo anche qui non la conosco.
Le differenze sessuali, a parte la taglia, sono che la femmina è decisamente più "rotondetta" del maschio.
Pleurodeles poireti



Nei testi è indicato come Pleurodeles waltl ma, in realtà, questa "salamandra d'acqua spagnola" è reperibile nei negozio d'acquariofilia come la varietà nana, cioè poireti. Ci sono diverse controversie per il riconoscimento preciso di questa specie, soprattutto per la presenza delle punte costali che dovrebbe avere il waltl ma non il poireti.

L'unica spiegazione è che esista una specie nana di waltl e comunque la differenza si vede eccome nella sua crescita. Infatti il waltl può raggiungere la bellezza di 30 cm mentre il poireti al massimo 14 cm. I miei sono stati acquistati come Poireti e per il momento, dopo un anno, sono sempre di circa 10 cm e non sono cresciuti quasi per niente ma, dato la loro aspettativa di vita (anche 15 anni, si dice..), preferisco ancora non sbilanciarmi :) E' un tritone molto robusto, forse anche di più del Cynops, in natura è presente nel sud della Spagna e nel Nord Marocco e colonizza varie raccolte d'acqua, ruscelli a corso lento, pozze, ecc. Sopporta egregiamente temperature rigide (ma non al di sotto degli 8°) e calde (anche 30°). Questo è molto importante poiché nelle nostre abitazioni d'estate è facile raggiungere queste temperature veramente proibitive per quasi la totalità degli urodeli.
La vasca:
Anche qui è consigliabile optare per un acquario di dimensioni adeguate alla stazza di questi simpatici tritoni, quindi avremo bisogno di una vasca di minimo 20 litri per una coppia di poireti.

Sempre il solito filtro lento, piante, fondo non troppo fine e, importante, non lasciare mai solo il tritone ma allevarlo almeno in coppia. Poco importa se sono maschi o femmine a meno che non si desideri ottenere la riproduzione. Come dicevo, quest'animale sopporta temperature molto varie ma è meglio avere sempre una temperatura piuttosto "fresca". Nel caso sia molto caldo il Pleurodeles tenderà a risalire spesso in superficie oppure a galleggiare. Anche lui vive sempre sommerso e occasionalmente sale di tanto in tanto in superficie per prendere una "boccata d'aria", però è sempre meglio darli la possibilità di starsene fuori lo stesso: a questo scopo la solita radice affiorante potrebbe essere una soluzione ma anche rocce, sughero,ecc. Valori chimici dell'acqua: poco importanti. Livello massimo dell'acqua: circa 30 cm.
Alimentazione:
Pacifici ma estremamente voraci: in cattività accettano qualsiasi mangime surgelato per uso acquariofilo. In natura questi urodeli si cibano di qualsiasi essere vivente che sia di taglia adeguata alla loro bocca quindi pesciolini, larve acquatiche, insetti, ecc. La migliore e la più facile alimentazione per l'allevamento rimangono come sempre i chironomus surgelati nonché lombrichi di terra molto occasionalmente e non più di uno, camole del miele. Il modo in cui si alimenta è molto interessante: a differenza delle rane e altri anfibi i Pleurodeles non hanno una vista molto acuta quindi difficilmente si getteranno subito sulla preda come ad esempio fa lo Xenopus. Appena il cibo sarà somministrato il tritone incomincerà a girare per lungo e largo la vasca, "fiutando" le zone dove NON ci sono cibo per poi concentrarsi dove invece c'è. A questo punto farà come un balzo felino e mangerà avidamente. Sempre meglio non esagerare con il cibo e ,specialmente d'estate, basterà alimentarlo circa tre volte alla settimana.
Riproduzione:
Come sempre non ho esperienze dirette e per me è anche abbastanza difficile distinguere i sessi. Generalmente si legge che il maschio ha una forma più slanciata, zampe anteriori più lunghe e ventre colorato con piccole macchie gialle mentre la femmina ha il ventre più uniforme. Appena ne saprò di più, non mancherò di aggiornare questo testo. Conclusioni Questi animali fin qui descritti sono gli unici "ospiti particolari" più facili da reperire nei negozi e di più facile allevamento inoltre, con discrete conoscenze d'acquariofilia, è molto facile avere davvero degli ottimi risultati. Dobbiamo dare il tempo, specialmente ai tritoni, di ambientarsi nelle nostre vasche. All'inizio rifiuteranno anche il cibo (non lo Xenopus!!) e ci faranno sentire "smarriti" e preoccupati di aver sbagliato qualcosa invece dopo un tempo, che varia da pochi giorni ad una settimana, i nostri amici si ambienteranno benissimo arrivando a prendere il cibo dalle nostre mani. Lo Xenopus specialmente lo vedremo in qualche modo veramente interessato a noi! Di nuovo mi raccomando per tutti di allevarli in vasche non troppo profonde e saldamente coperte per evitare fughe che porteranno alla morte dell'animale in qualche angolo nascosto della nostra casa. Prima di acquistare e allevare un "ospite particolare" è necessario sapere che sono MOLTO longevi! Naturalmente non lo posso garantire con assoluta certezza ma, si parla anche di 20 anni! Mi permetto di ricordare che non esistono solo cani e gatti nella categoria degli "amici dell'uomo" da rispettare, ma bensì TUTTI gli animali di questo pianeta quindi anche i nostri ospiti acquatici delle nostre meravigliose e curatissime vasche. Se qualcuno pensa che non possa "reggere" a tenere un anfibio così longevo è meglio che rinunci subito a prenderne uno. La liberazione in natura in un mondo che non è il suo originario, oltre che provocarne la possibile morte, rovinerebbe l'equilibrio della fauna nostrana.
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