| Perchè un acquario? |
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| Scritto da Claudio Padellini |
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Perchè un acquario?
Finalmente stavamo finendo; anche le ultime cose avevano trovato la loro giusta collocazione. I quadri adornavano le pareti e tutto era a posto. Però.... però quello spazio lasciato inspiegabilmente vuoto!? Pensammo a come riempire l'ultimo angolo di casa ancora da arredare e così mi venne in mente che mai avevo avuto, pur desiderandolo, un acquario; in tal modo consideravo a quel tempo l'acquario, un semplice oggetto d'arredamento. Infatti ogni mio proposito di possederne uno, si scontrava con la mancanza di spazio nella vecchia casa. Adesso questo spazio era disponibile però, dopo la bramosia iniziale, cominciai a pensare alle varie problematiche che il mantenimento di una cosa ed un mondo, a me tanto sconosciuto, avrebbe potuto darmi. Avevo amici, conoscevo gente, che possedevano in casa acquari di varie misure e con le più disparate specie di pesci e tutti, parlandomene, oltre a "sponsorizzare" un mio eventuale interessamento alla cosa, mi riempivano la testa con nomi, formule, sigle, temperature. Ero perplesso; ma davvero era così complesso il mondo di quei piccoli amici? Iniziai a chiedere, a documentarmi ma, forse perché fatto in maniera sbagliata tanto da sembrare superficiale, il risultato fu di avere in testa, se mai fosse stato possibile, ancor più confusione. La voglia di arrivare finalmente a capire, lasciò spazio alla superficialità; dopo tutto non ero "obbligato" a sapere, non ero "obbligato" ad allestire , ed avendo naturalmente altri interessi, mollai. Chi me lo faceva fare! C'erano altre cose da fare, cose che facevo da sempre, vari aspetti del quotidiano vivere che, anche sotto forma di hobby, mi impegnavano e che si lasciavano condurre da me senza più segreti e difficoltà. Poi, però la nascita di mia figlia, modificò, chiaramente, anche tutto quello che erano stati i miei passatempi. Crescendo iniziò ad interessarsi e ad amare gli animali fino al giorno che, come fanno inevitabilmente quasi tutti i bambini, mi chiese la compagnia di un qualcosa da accarezzare che non fosse il solito orsacchiotto di peluche: voleva un cucciolo. Cercai di dissuaderla inventando le scuse più assurde e banali, dopo tutto si trattava ancora di una bambina piccola, finché decisi di spiegargli che non era possibile tenere in casa un canino perché avrebbe avuto bisogno del suo spazio per giocare, per correre, cosa che noi vivendo in una casa senza giardino non potevamo dargli. Allora mi chiese la casa con giardino....! Me l'ero proprio cercata, mai sottovalutare l'ingenua furbizia dei bimbi! Arrivammo però ad un accordo: dovevamo pensare tutti insieme a un qualcosa di diverso che fosse possibile allevare senza comprometterne più di tanto la propria libertà. Sorprendendomi, fu lei a chiedermi, ridimensionando notevolmente le sue pretese, un pesciolino rosso. E qui scattò la scintilla; il progetto da me accantonato, tornò a farsi interessante per merito della richiesta di mia figlia. Devo ammettere che la fortuna ha voluto che, uno dei miei più vecchi amici, fosse diventato col tempo, un esperto in materia e, senza dubbio complice la sua spinta a farlo, il passo dalla boccia col pesce rosso ad un vero e proprio acquario fu abbastanza breve. E così iniziò la mia avventura nell'acquariofilia. Le letture dei primi manuali prestatimi, poi comprati, perché dovevano essere miei! E poi la vasca, l'arredo, le misurazioni dei valori dell'acqua, le prime inevitabili inesattezze e false convinzioni dovute alla mia inesperienza. L'inizio fu un misto di delusioni; vedevo questa vasca che stava lì, con le sue prime piantine, il suo tronchetto, i suoi sassi, e con la sua acqua torba, gialla e senza vita! E l'amico che mi ripeteva di non avere fretta, che quel coso nero chiamato filtro doveva "maturare", che sarebbero arrivati, al momento opportuno, i primi pesci. Maturare. Maturare cosa...! Mi sembrava tanto che stava lì, come me, a ....maturare. Cosa me ne facevo di quella "bocciona " quasi vuota; forse sarebbe stato meglio accontentare mia figlia, con il suo pesce rosso. E poi.....Finalmente arrivò il momento tanto desiderato. I valori dell'acqua dicevano: - Ecco, ora è possibile, la vasca è pronta. Si trattava adesso di scegliere il tipo di pesci da comperare. Come comportarsi? La bramosia avrebbe dato volentieri retta a mia figlia, ma prevalse la consapevolezza che non avrei certamente potuto mettere in acquario pesci, o meglio ESSERI VIVENTI, che male si sarebbero adattati alle caratteristiche della mia vasca. Perciò mi feci di nuovo consigliare, badando però a soddisfare per quanto possibile, le richieste di mia figlia. La vasca così prese vita. Col tempo sono arrivati nuovi amici, qualcuno purtroppo se ne è andato. Sto continuando a cercare d'imparare sempre più cose per rendere la vita dei miei piccoli amici la più tranquilla e sana possibile. Delle volte mi sorprendo immobile a guardare il trascorrere del tempo attraverso un vetro; giuro, non avrei mai pensato che ciò potesse accadere. Io che mi consideravo a mio modo realista, mi trovo, non spesso ma capita, a "parlare" con i miei amici pesci; avrei dato del pazzo a chi mi avesse detto una cosa simile. Sono soddisfatto di ciò che sono riuscito a creare, così come sono contento di aver avuto la pazienza, dote in me quasi sconosciuta, di ascoltare e seguire i consigli che mi sono stati dati; e sono ancora più contento di aver riveduto la mia convinzione sul fatto che l'acquario fosse, o meglio pensassi che fosse, un semplice componente d'arredamento. |


