| Gioia e Delusione con i Discus |
|
|
|
| Articoli dei soci |
| Scritto da Andrea e Luisa Vadi |
|
Gioia e Delusione con i Discus Chi scrive è una coppia cinquantenne e ci chiamiamo Andrea e Luisa, siamo felici ma con un solo rammarico: essere arrivati piuttosto tardi a coltivare la nostra passione per l'acquariofilia. Mercoledì 19 Luglio 2000, alle ore 18 circa, una coppia di discus (femmina alenquer e maschio selvatico green spot, coppia sicuramente mal assortita ma a loro sta bene così) ha deposto le uova; erano al quarto tentativo. Non abbiamo notato a tutto ciò più di tanto poiché tutte le deposizioni effettuate da altre due coppie erano miseramente fallite prima delle fatidiche 60 ore. Infatti, tutte le volte, abbiamo visto sparire regolarmente le uova sia nelle deposizioni nell'acquario grande (circa 400 litri lordi) che abbiamo in sala dove vivono otto discus di varie dimensioni, sia in quello specifico da riproduzione (chiamato cubo per via delle sue dimensioni, di circa 120 litri) che teniamo in taverna in un posto più tranquillo. Tutte le varie precauzioni per cercare di salvare le uova (vedi piccola grata da porre sopra al cono, luce da 3 w per la notte ecc,) non avevano prodotto nessun risultato. Siamo diventati acquariofili non da tanto, da circa sette anni, da quando siamo stati costretti a lasciare Firenze per trasferirci a Prato; nella nuova abitazione il maggior spazio ha permesso di coltivare questa passione che avevamo innata e che già da diversi anni era sfociata, ogni tanto, con l'acquisto della solita vaschetta con pesce rosso. Dopo la prima esperienza con acquario di comunità, da quattro anni la passione per il Discus ci ha travolto. Dopo i primi tentativi di inserire alcuni piccoli discus nell'acquario di comunità miseramente falliti (anche se dopo non sono mancati altri funerali), questa nostra passione ci ha indotto a seguire quasi esclusivamente questo pesce. Quando i risultati sono migliorati nella vasca di allevamento, ci siamo fatti costruire anche un piccolo acquario da riproduzione (il cubo sopracitato) dove abbiamo inserito una coppia che si era formata precedentemente; le uova non si sono mai schiuse nonostante i valori dell'acqua fossero i seguenti: pH 5 dGH e dKH non misurabili, conduttività intorno a 100 µS e una temperatura di 30°. Abbiamo sempre fatto cambi parziali d'acqua osmotica del 15% settimanali con l'introduzione di torba ogni tre mesi. Nel frattempo nell'acquario di comunità si era formata, come precedentemente detto, un'altra coppia, questa ci ha dato la prima grande gioia e, subito dopo, la grande delusione. Tuttavia era impossibile che, in un acquario d'allevamento con una popolazione di otto discus, un Ancistrus, otto Otocinclus e dieci Coridoras, questa storia avesse un lieto fine. I valori dell'acqua sono tuttora i seguenti: pH 7, dGH 5°, dKH 3°, NO3 20mg/l, conduttività intorno a 300 µS e temperatura dell'acqua di 30°; abbiamo sempre effettuato cambi parziali del 15% settimanali con acqua osmotica, non utilizziamo la torba e adoperiamo il carbone attivo una volta al mese ma solo per pochi giorni. Venerdì 21 Luglio, verso le 14, le uova hanno cominciato a schiudersi con l'aiuto della mamma: nell'acquario è successo il finimondo; mentre la mamma aiutava a far nascere i suoi piccoli, il papà menava tutti gli altri Discus (alcuni portano ancora vistosi segni) e li confinava in un angolo. Alle 23 i neon dell'acquario si sono spenti ed è rimasta accesa solamente una luce notturna; prima di andare a dormire (si fa per dire, vista l'emozione) abbiamo visto che la coppia era ancora li a fare la guardia e a ventilare la prole con le loro pinne pettorali. La mattina dopo siamo andati a vedere, con molta circospezione, come si era evoluta la situazione: Dramma! Non c'era più una larva di Discus attaccata al cono e l'amarezza, la delusione e l'inesperienza ci hanno impedito di osservare con più attenzione cosa era veramente accaduto. Nel pomeriggio siamo usciti per smaltire la gran delusione ma quando siamo rientrati a casa per l'ora di cena non abbiamo potuto evitare di dare un'occhiata al cono e, con nostra grande sorpresa, qualcosa di scuro si stava muovendo nuovamente. Una volta inforcati gli occhiali (da vicino non vediamo più, purtroppo, tanto bene), c'è apparsa una visione meravigliosa: il centinaio, forse erano un po' meno, di larve di Discus attaccate nuovamente al cono. La nostra inesperienza (comunque dobbiamo dire la verità, in questi ultimi quattro anni abbiamo letto molte notizie riguardanti i Discus ma nessun autore ha mai raccontato che la mamma, in una situazione del genere, durante la notte può spostare i piccoli e nasconderli, come nel nostro caso, sotto una foglia di microsorium) non ci aveva permesso di osservare bene l'acquario, infatti la mamma stava ripetendo la scena che, probabilmente, si era svolta la sera precedente e che a noi era passata inosservata. Prendeva in bocca i piccoli e, uno ad uno, li spostava sotto la foglia di microsorium con l'aiuto del papà, assai stressato, che osservava e controllava la situazione allontanando gli altri Discus e nello stesso tempo ripescando (si fa per dire) quelli che si stavano staccando da soli dal cono. Li abbiamo lasciati da soli, come la notte precedente, con la solita lampadina a fare loro compagnia; non sappiamo come stava la mamma che non mangiava da diversi giorni, sempre attenta a fare la guardia mentre il papà non resisteva alla tentazione di mangiare durante la somministrazione del cibo che serviva a distrarre gli altri Discus per un po' di tempo. La mattina di domenica 23 Luglio la situazione era la solita, Papà e mamma Discus a fare la guardia a quella quarantina di larve rimaste attaccate alla solita foglia di microsotium. Quando alle 14 si è accesa l'illuminazione dell'acquario è cominciato il dramma. La mamma ha iniziato a spostare i piccoli nuovamente sul cono ma, verso le 18, i piccoli sopravvissuti hanno cominciato a staccarsi e a cercare di attaccarsi al muco materno. La situazione era drammatica: tre piccoli erano riusciti nell'impresa ma la mamma, nel tentativo di prendere quelli che si staccavano e si allontanavano da soli, praticamente se li scrollava di dosso. Il papà, disperato, afferrava i piccoli cercando di riattaccarli al cono, mentre contemporaneamente doveva difendere la famigliola dall'assalto di qualsiasi cosa che, in quel momento, si muoveva nell'acquario. La cura di questi due genitori è stata eccezionale; li prendevano in bocca non per mangiarli ma per spostarli nel vago tentativo di difenderli. La situazione è andata piano piano degenerando, ogni tentativo dei genitori di riattaccare i piccoli al cono o alla foglia di microsorium stava fallendo, abbiamo visto molti piccoli allontanarsi da soli nell'acquario e quale fine abbiano fatto si può ben immaginare. La coppia di cui si è parlato ora è stata spostata nel cubo, quindi ha un acquario a lei dedicato. Ora siamo in attesa. |


