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Scritto da Antonio Borrani   

Ulteriori osservazioni su Poecilia sp.endler
(di Antonio Borrani)

 

Nota: questo testo non vuole sostituire assolutamente quello precedente scritto da Gianmarco Vanni, bensì si tratta di un approfondimento sul comportamento e le abitudini riproduttive di Poecilia sp.endler

Prima parte: il comportamento di branco
Osservando 14 adulti e 17 avannotti, per un totale di 31 pesci, sono giunto alla conclusione che gli endler sono effettivamente pesci di branco. Quando sono avannotti (cioè dal primo giorno di vita fino ad un mese di età) tendono a formare, come nelle aringhe, dei branchi piuttosto compatti. L’esemplare più forte tende a “guidare” il branco, anche se questo comportamento si affievolisce se non sono presenti pesci particolarmente turbolenti. I pesciolini in questa fase non nuotano né in superficie né sul fondo, se non in casi eccezionali ed in zone riparate: è il residuo di un istinto che gli spinge sa non nuotare in zone esposte in superficie (pericolo di essere mangiati da un uccello acquatico) o sul fondo (idem con un pesce siluriforme). Con il tempo questo comportamento di branco diminuisce; tuttavia, gli adulti si muovono sempre e solo in un’area ben delimitata, tranne quando devono accoppiarsi. È sorprendente il comportamento aggressivo tra i maschi; ogni tanto si inseguono e si colpiscono, estroflettendo al massimo la pinna dorsale e la caudale e spalancando gli opercoli. Per chi ha già allevato Betta splendens o imbellis, questo comportamento sembrerà molto simile alle parate di questi ultimi; tuttavia, il comportamento è assolutamente incruento e, anzi, assolutamente spettacolare.

Parte seconda: il comportamento riproduttivo
Se c’è una cosa di sgradevole nei guppy (Poecilia reticulata) è il loro poco tatto durante l’accoppiamento; sono famosi per i tentativi che alla fine stremano la femmina, o per i colpi che le mollano, oppure per copule “a tradimento”. Gli endler sono notevolmente più delicati. Anzitutto sono meno invasivi dei guppy, anche se tendono ogni tanto a disturbare la femmina (buon sangue non mente) e ogni tanto tre o quattro maschi si “alleano” per bloccare la femmina in un angolo per fecondarla. Ho notato che, se una femmina scende sul fondo per mangiare dei granuli di cibo sfuggiti agli altri pesci, il maschio si appoggia sulla sabbia (a patto che non ci siano altri maschi nei dintorni a disturbarli), inarca il corpo, spiega la pinna dorsale e tende la caudale e, invece di saltarle addosso se questa lo ignora o si allontana, fa vibrare la coda delicatamente: uno spettacolo assolutamente straordinario, nonché non invasivo o cruento.

Parte terza: l’accrescimento degli avannotti
Anzitutto allestiamo una vasca a parte. Non c’è bisogno che sia molto complessa: basta un po’ di muschio di Giava e una piccola pompa. Io ho avuto i migliori risultati crescendo gli avannotti nel “caridinaio” (vedi l’articolo sulle Caridina). Per prima cosa ho allestito la vaschetta, quindi ho inserito la sala parto e, sapendo delle abitudini predatorie dei Poecilidi, l’ho imbottita di muschio di Giava. Dal parto sono nati 17 piccoli che, incredibilmente, invece d’essere piccoli come plancton date le dimensioni della genitrice, erano grandi esattamente come quelli dei guppy. La femmina, inoltre, non li guardava nemmeno, altro che comportamento predatorio! Tuttavia, per precauzione, ho tolto la femmina ed introdotto i piccoli nel “caridinaio”. L’accrescimento non presenta particolari problemi, in quanto gli avannotti accettano da subito il cibo secco per avannotti. Tuttavia, per ottenere il tasso di crescita che ho ottenuto io (cioè dimensioni raddoppiate in nemmeno due settimane e tasso di mortalità nullo), è necessario somministrare degli infusori (si prepara la coltura inserendo in una bottiglietta delle bucce di banana e dell’acqua dell’acquario: il liquido puzzolente che si formerà va dato agli avannotti) più volte al giorno e solo dalla prima settimana cominciare a dare mangime secco finemente sminuzzato. Con questa tecnica dopo due settimane e mezzo i nostri beniamini saranno pronti per essere introdotti nell’acquario di comunità, a patto che non vi siano specie vivaci o piuttosto grosse: allora è meglio aspettare un mesetto.

Parte quarta: la variabilità genetica
Chi penserà di trovarsi davanti endler coda a lira o a delta come nei guppy resterà deluso: nessuno è ancora riuscito a selezionare tali forme negli endler. È altresì piuttosto semplice trovare individui con la coda a spada superiore o a spada inferiore nelle covate di endler “normali”. Io sto facendo degli esperimenti per vedere se è possibile ottenere una varietà a doppia spada, ma ci vorrà del tempo.

 

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