| Corydoras Aeneus. Da spazzino a primo attore |
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| Scritto da David Fiori |
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Corydoras Aeneus. Da spazzino a primo attore.
L'articolo è presente anche su Playfish e AcquarioLife
Qualche anno fa, mi accingevo ad allestire il mio primo acquario, un bel 200 litri, feci un giro di negozianti per capire che pesci potevo ospitare, e spesso mi sentivo consigliare svariate specie ma tutti concludevano dicendomi “…. e un gruppetto di 3-4 pesci “spazzini”. Questa parola mi suonò strana. Come poteva esistere un pesce spazzino?
Figura 1: Femmina con uova tra pinne ventrali L’11° giorno la femmina nel 30 litri era sicuramente piena d’uova e quindi come consigliato dalla letteratura feci un cambio con RO di circa il 50 % mi aspettavo a breve una deposizione, ciò non avvenne; il 14° giorno, somministrai un’abbondante dose di chironomus vivi già la sera vedevo frenetici movimenti in vasca, i pesci erano intenti a pulire il vetro e alcune piante soprattutto in prossimità dell’uscita del filtro, il giorno dopo feci un cambio del 20% con acqua fredda in modo da abbassare la temperatura da 24 a 21 °C. Mente facevo manutenzione ad un’altra vasca con la coda dell’occhio vidi la prima di una lunga serie di deposizioni il modo con cui la femmina trattiene le uova tra le pinne ventrali e la loro fecondazione sono comportamenti unici che vale la pena di osservare, appena deposto la femmina sembra tramortita, ma dopo qualche secondo di pace corre subito a depositare le uova sul supporto prestabilito. Tutti e tre gli esemplari del 30 litri parteciparono alla riproduzione, i valori PH 6,5 KH 2 GH 4 NO2 e NO3 assenti. Con meraviglia potevo osservare anche nel 20 l un comportamento simile, con la differenza che la uova non potevano essere fecondate per la mancanza del maschio, dopo poche ore dalla deposizione la femmina forse capendo la situazione decise di banchettare.
Figura 2: Uova appena deposte A questo punto si presentavano due scelte; lasciare tutte le uova in vasca, circa 50, insieme ai genitori o separarle e metterle in vaschetta con blu di metilene? Visto il mio approccio all’acquariofilia e che 50 era un numero che mi incuteva terrore decisi di lasciare le uova in vasca confidando nei genitori, nessuno sparì, quelle più lontane dalla corrente, 5-6, ammuffirono.
Figura 3: Uova alla schiusa, si vede un codino e qualche occhietto Dopo 3-4 giorni ebbe inizio la schiusa: per paura di perderli tutti feci quello che forse dovevo fare prima, spostai i genitori nel 20 litri comunicante, certo che qui lo spazio era veramente poco, 4 adulti ci stavano stretti. Visto le vasche comunicanti decisi di dare maggiore importanza agli avannotti moderando così l’alimentazione degli adulti, aumentando il numero dei cambi ma evitando sbalzi di temperatura. I piccoli dopo tre giorni dalla schiusa erano nutriti con anguillole dell’aceto e naupli d’artemia, aggiungendo dopo 10 giorni secco sbriciolato e pasticche, ad un mese di vita iniziavo a somministrare la stessa dieta dei genitori. In questo mese gli adulti nella vaschetta adiacente deposero altre 2 volte, ma vista la limitata alimentazione le uova non erano molte, al massimo 15-20 per femmina, anche se avevo già diversi acquari non potevo stare dietro a tutte queste deposizioni, quindi lasciai le uova in vasca. Nel frattempo ero riuscito a liberare un acquario e adibirlo all’accrescimento, un bel 70x70h40, posto in una serra.
Figura 4-5: Cory aeneus a tre settimane, il fondo non è ghiaietto, ma sabbia. All’età di un mese e mezzo, genitori e adulti furono trasferiti in questa vasca dove continuai a nutrire abbondantemente, soprattutto, visto il periodo primaverile/estivo, con abbondante vivo; in vasca i pesci crescevano e nello stesso tempo gli adulti continuavano a deporre. Intanto le due vaschette furono adibite alla riproduzione di Colisa Lalia, ma continui a pescare piccoli di cory per ancora un mese. Nella vasca d’accrescimento lo spettacolo era unico, aeneus di varie deposizioni setacciavano incessantemente il fondo e viaggiavano in gruppetti. (purtroppo ho perso le foto L )
Figura 6: Vasca accrescimento. Ad inizio autunno le temperature hanno iniziato a scendere era ora di contare la prole, circa 30 adulti e 20 sub adulti. Ovviamente non potendoli tenere tutti li ho dovuti dar via, purtroppo in mezzo alla prole erano presenti anche i 4 genitori ai quali ero affezionato. Non sono riuscito a riconoscerli, tranne che per il mio super focoso maschio ceco, che continua a sguazzare nella mia vasca principale con altri 4 esemplari. Da segnalare che nell’abbondante vegetazione della vasca d’accrescimento, a fine ottobre quando ormai le temperature stazionavano a 15-16 °C (la vasca non ha il riscaldatore) vedo sbucare due corydoras che subito recupero e in una settimana riporto a temperature ordinarie, fortunatamente sono sani e in salute. Quanto scritto è solo la mia esperienza, ripetuta anche con corydoras panda, sicuramente ci saranno tecniche migliori per ottenere un alto numero d’esemplari, ma non era mia intenzione. Spero di essere stato abbastanza esauriente, magari di essere riuscito a suscitare in voi la voglia di tentare un’esperienza come la mia, anzi con risultati migliori. |








