| Carinotetraodon travancorius |
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| Scritto da Antonio Borrani |
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Carinotetraodon travancorius
Esperienze di allevamento con i pesci palla nani di Antonio Borrani
E’ difficile dire che cosa mi ha spinto ad allevare questi deliziosi, piccoli pesci in acquario. Sarà per la loro aria tenera, per il loro muoversi manovrando come piccoli elicotteri, per la loro splendida colorazione o, semplicemente, per la mia passione per tutti i pesci “strani” o, comunque, non comunemente allevati, fatto sta che quando vidi su Internet le prime foto del “pygmy puffer” decisi subito che dovevano essere miei. Immediatamente preparai un acquarietto da 10 l., riempiendolo di piccole Anubias nana, Microsorum e ponendovi un paio di legni di torbiera. L’acquario così riempito, sebbene allestito in maniera piuttosto caotica, era dotato di molti nascondigli e certamente sarebbe stato sufficiente per allevare un terzetto di questi pesci. Decisi inizialmente di fare una vaschetta così piccola per i miei pesci palla nani solo per ciò che avevo letto su Internet e su libri e riviste più o meno blasonate. Lunghi solo 3 cm., appartenenti ai pochi pesci palla completamente dulciacquaioli, dotati di una meravigliosa livrea giallo canarino a macchie più o meno grosse iridescenti, come tutti i pesci palla straordinariamente aggressivi e veramente maniacali nello sbranare le pinne agli altri pesci e nel bucare le piante grazie alla loro prodigiosa dentatura, formata da una sorta di becco, costituito dalla fusione dei denti. A tutt’oggi, posso confermare solo che si tratta di pesci palla d’acqua dolce e che le informazioni relative al loro aspetto fisico sono vere. Una settimana dopo andai a prenderli in negozio: ne avevo ordinato un terzetto. Ovviamente, nella vasca da 60 l. ne nuotavano una quindicina fra cui scegliere. Rimasi incantato: i piccoli pesci si spingevano fin sotto al vetro, fissando con gli occhi indipendenti fra loro con una curiosità ed intelligenza straordinaria tutto quello che avveniva fuori dalla vasca, facendo vorticare le pinne pettorali ed inarcando la coda per restare immobili nella corrente d’acqua del filtro. Imputai l’apparente mancanza di aggressività al fatto che i pesci erano arrivati solo il giorno prima e che la vasca era troppo spoglia e piccola per permettere agli animaletti di formare dei territori. Ne comprai quattro, un maschio e tre femmine, facilmente distinguibili per l’aspetto più “pieno” e rotondeggiante. Portati a casa e messi nel minuscolo acquario, le bestiole cominciarono immediatamente ad esplorare il substrato di sabbia nera piuttosto grossa ed i legni di torbiera in maniera calma e metodica, scrutando tutto con attenzione e metodicamente, muovendosi, come loro solito, “remando” con le loro sole pinne pettorali ed usando invece la pinna caudale come una sorta di timone. Sebbene mi fosse stato assicurato che, sia pure controvoglia e risputandolo spesso, mangiavano il granulato, cominciai alimentandoli con del Chironomus congelato; sta di fatto che, nonostante al loro arrivo fossero belli grassi, nel giro di un paio di giorni cominciarono a dimagrire ed a morire uno dopo l’altro; oggi imputo tutto ciò ad una cattiva qualità dell’acqua e soprattutto al fatto che nell’acquario non gli avevo evidentemente somministrato una sufficiente quantità di cibo. Due settimane dopo ero tornato al solito negozio per vedere se, tra gli arrivi, c’era qualche esemplare di Loricaride interessante, quando vidi nella solita vaschetta di vendita altri sei Carinotetraodon ben paffuti per le abbondanti somministrazioni di Chironomus. Evidentemente sono pesci che mal sopportano l’assenza di una buona quantità di cibo disponibile. Comunque sia la cosa più interessante era che, a distanza di due settimane, nessuno dei pesci aveva segni di morsi sul corpo e nuotavano pigramente assieme, senza alcuna traccia di aggressività. Nonostante il fatto che su Internet e su vari libri varie specie simili erano descritte come assolutamente sanguinarie ed inadatte alla convivenza con altri pesci, il negoziante mi assicurò che nessuno dei pesci palla si era mai rivelato aggressivo, e perciò decisi di metterli nella vasca da 576 l., con diversi Loricaridi appartenenti a vari generi e specie (un Panaque sp. “papa”, 2 Farlowella vittata ed una F. plactorhynchus, 2 Peckoltia sp. L38 e 2 Peckoltia cf. vittata, 2 Chaetostoma milesi, 2 Hypancistrus sp. L340 e 4 Otocinclus vittatus) e una dozzina di piccole rasbore (Rasbora galaxy e Boraras brigittae), nonché un grosso Acanthopsis. La piantumazione della vasca consiste in diverse Anubias e una Echinodorus bleheri, peraltro mai toccata dai numerosi Loricaridi, e la decorazione in diversi grossi legni di torbiera. I valori dell’acqua sono: pH 6,5, nitriti assenti, nitrati 10 mg/l, fosfati 0,1 mg/l, kH 3, dGH 5, conducibilità 250 ۳siemens/cm, temperatura 25 C°. A quanto pare, infatti, questi pesci palla provenienti dall’India sono alcuni dei pochissimi pesci palla d’acqua dolce che vivono in natura in acque tenere e moderatamente acide. Inoltre, per quanto riguarda la dotazione tecnica, la vasca è dotata di un potente filtro esterno da 1300 l/h e da una pompa supplementare per il movimento dell’acqua da 1000 l/h, un paio di lampade HQI da 80 watt l’una e da un aeratore da 275 l/h. I pesci palla appena immessi si comportarono esattamente come previsto: cominciarono a muoversi lentamente nella corrente, esplorando il fondale, le piante ed i legni di torbiera con cura maniacale, ignorando gli altri pesci, nonostante fosse chiaro che le rasbore erano piuttosto terrorizzate da questi pesciolini. Ho inoltre subito notato che la livrea di questi pesci palla tende a cambiare a seconda della quantità di luce presente in una determinata zona dell’acquario; per esempio, negli angoli più bui della vasca diventa rapidamente marrone chiaro, mentre il pesce in piena luce si schiarisce radicalmente. Nei giorni seguenti io ero sempre pronto con il retino a catturare i pesci, casomai avessero cominciato a mordere le pinne agli altri pesci o ad azzuffarsi ferocemente fra di loro. A tutt’oggi, neppure una pianta o un pesce è stato toccato, sebbene una grossa femmina abbia stabilito un territorio piuttosto grande davanti al vetro frontale della vasca e non tolleri che nessun’altro pesce palla nano vi si avvicini, mentre ignora completamente gli altri pesci, e gli altri “puffers” abbiano stabilito un interessante comportamento gerarchico, che prevede ogni tanto delle interessanti parate, con l’attaccante che si dirige in linea retta contro l’altro pesce, il quale generalmente fugge. Io non ho mai osservato durante queste parate intimidatorie i pesci scambiarsi alcun morso. Nessuno degli altri pesci ha mai riportato ferite alle pinne o sul corpo, neppure il mio Panaque sp. “papa” e le mie Farlowella vittata; entrambe le specie sono difatti dotate di pinne caudali con raggi filamentosi piuttosto estesi. Neppure le Boraras brigittae, lunghe a malapena 2,5 cm., sono mai state attaccate o ferite. Invece, i pesci palla si sono perfettamente integrati con la popolazione preesistente di pesci, e ora sono facilmente visibili mentre nuotano rapidi sopra le piante.
Probabilmente, il “trucco” della convivenza fra “pygmy puffers” ed altri pesci d’acquario sta tutto nel fornire ai Carinotetraodon delle grandi quantità di cibo. A tal proposito, nel giro di una settimana la popolazione delle lumache Planorbis presenti in vasca è quasi scomparsa: contando il numero di gusci, sono riuscito a calcolare all’incirca 8 lumache al giorno per pesce, cioè con buona approssimazione consumano in totale circa 200 lumachine a settimana (è possibile contarle in quanto la parte del mollusco non mangiata resta nella conchiglia; questa, decomponendosi, sviluppa gas e spinge la conchiglia in superficie, dove può essere facilmente vista). Ciò dovrebbe far riflettere riguardo all’appetito straordinario di questi sia pur piccoli pesci, peraltro abbondantemente nutriti con Chironomus congelati. Al contrario di quanto si racconta, la tecnica di caccia dei pesci palla nani non consiste nello stritolare il guscio delle lumache con il becco, bensì nel mirare alla testa della chiocciola e, con un solo colpo rapido e preciso, strappare via buona parte dell’animale dalla conchiglia, lasciando solo il guscio semivuoto; solo con chiocciole molto piccole il guscio viene stritolato ed inghiottito assieme alla parte carnosa. A causa di questa evidente passione per le lumache, ho allestito una vasca da 20 litri esclusivamente per l’allevamento delle lumache, e mi fornisce per ora saltuariamente circa una dozzina di lumache equamente suddivise fra i generi Melanoides e Planorbis. Sebbene divorate avidamente, questa quantità di cibo è chiaramente insufficiente per i pesci palla, che ricevono quindi una o due volte al giorno una grande quantità di Chironomus congelati, anch’essi divorati molto avidamente, e del microgranulato, spesso ignorato o al più piluccato controvoglia. Tra tutti i pesci che ho mai allevato, sono gli unici che ignorano completamente l’Artemia salina congelata, non seguendola nemmeno quando fluttua nella corrente e, a differenza di quanto suggerito talvolta in letteratura, ignorano completamente i molluschi congelati. Probabilmente, il segreto della riproduzione, più volte ottenuta in cattività a quel che si dice, sta nel fornire ai Carinotetraodon una abbondante quantità di cibo. In conclusione, posso affermare che questo straordinario pesce è adatto alla convivenza con Loricaridi e piccoli pesci di superficie a patto che sia abbondantemente nutrito e mantenuto in un acquario grande, nonostante la sua taglia molto ridotta.
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Commenti
Ho ricevuto un acquario con due lampade e filtro+riscalda mento.
121x41x60 di altezza il che secondo i miei calcoli dovrebbe corrispondere a ca250l.
Volevo metterci un esemplare di Betta , ma arrivata al negozio specializzato la mia attenzione é stata catturata da piccoli elicotteri, dagli occhi simpatici e di immensa simpatia, detto una persona che fino a ieri i pesci non li vedeva sotto questo lato.
La mia domanda a lei é;
Quali pesci posso mettere insieme a questo piccolo simpaticone?
Meglio solo uno di loro o 3 vanno bene?
Sarei lieta se mi contattasse!
Cordiali saluti, anche ai piccoli amici
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