Inutilizzabile? Sottosabbia nel dolce, ovvero, l'uovo di Colombo

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Inutilizzabile? Sottosabbia nel dolce, ovvero, l'uovo di Colombo
(di Costantino Orlandi)

 

Quasi per caso, o meglio, un'intuizione.

Avendo un acquario dotato di tale tipo di filtraggio ed avendo ottenuto le prove tangibili che le radici delle piante non riuscivano ad assimilare i nutrienti disciolti nell'acqua, a causa della velocità con la quale essa scorreva nelle loro seppur immediate vicinanze, cosa fare di un acquario simile?

Il primo provvedimento è stato quello di arredare la vasca con piante epifite ad assorbimento fogliare (Anubias, Microsorum, Vesicularia, etc.) aggiungendo poi delle palustri succhia-nitrati (Pothos, Dracaena et simili) per contrastare il continuo e progressivo deterioramento dell'acqua.

A questo punto avendo risolto il problema primario, pensai ad un acquario dedicato nella fattispecie a pesci ovipari, cioè a quei pesci che cibandosi delle proprie uova durante l'atto riproduttivo, costringono l'acquariofilo ad usare biglie di vetro, retine di plastica e quant'altro non permetta ai riproduttori di cibarsi del loro caviale. Cosa c'è di meglio, mi dissi allora, di un qualcosa che aspiri le uova e le trattenga sul fondo? Il filtro sottosabbia, appunto!

Con questo sistema ho riprodotto Brachidanio rerio, Barbus titteya, Barbus tetrazona, Tanichthys albonubes, Nannostomus marginatus, ed ora mi accingo alla mia "ultima" sfida: Megalamphodus megalopterus, il "pesce gioiello" da me tanto amato. Pesci di piccola taglia, perché l'acquario in questione ha la capacità massima di appena 6 litri! E perché allora non i Neon (Paracheirodon innesi) direte voi? Per puro caso, rispondo io, e non è detto che questa non sia la mia "prossima" sfida, anche alla luce di quanto già fatto egregiamente e sapientemente filmato da Maurizio Vendramini ed Andrea Varisco del G.A.E.M.

In ogni caso i vantaggi di tale sistema sono, a mio modo di vedere, innumerevoli:

Primo fra tutti l'alto tasso di schiusa, dovuto principalmente al fatto che le uova non si ammuffiscono perché una volta insediatesi tra gli interstizi dei granelli di sabbia, vengono celate agli occhi dei genitori e continuamente ossigenate dalla corrente d'acqua che scorre nel fondo (granulometria 3-4 mm).

Secondo, dopo aver tolto i riproduttori, avere a disposizione un'acqua matura, ricca di alimenti quali fitoplacton, infusori, rotiferi, senza quindi dover necessariamente ricorrere alla somministrazione di cibi liquidi preparati industrialmente, la cui aggiunta nelle dosi indicate, comunque non fa mai male. Terzo, il problema della fotosensibilità delle uova di alcune specie, che costringe tutti nella fase più bella ad oscurare l'acquario che, invece può continuare così ad essere illuminato, custodendo gelosamente nei più remoti anfratti (nel fondo, all'oscuro!) il suo carico prezioso;

quarto e non ultimo la possibilità di godersi lo spettacolo in un acquario ben arredato e quindi piacevole da vedere. Sapeste quant'è bello mettere in mano ai propri figli una semplice lente di ingrandimento, per far scorgere il miracolo della vita compiersi proprio sotto ai loro occhi! Purtroppo il mio equipaggiamento fotografico non essendo dotato di obiettivi macro, non mi ha permesso di mostrare a voi quanto è avvenuto in 6 litri d'acqua, ma le mie figlie lo hanno visto e ciò mi basta. Naturalmente, quando le larve diverranno avannotti e saranno sufficientemente grandi da essere catturati con un retino a maglia fine dovranno essere rimossi ed introdotti in una vasca di accrescimento, con acqua di caratteristiche fisico-chimiche non dissimili da quella che li ospitava precedentemente e andrà somministrato loro mangime polverizzato a volontà, smezzando l'acquario settimanalmente. Ovviamente dalle considerazioni fatte, questo sistema è applicabile anche in vasche di 30-40 litri atte ad ospitare specie più grandi come Melanotaenia, Phenacogrammus, etc. Unica controindicazione è la presenza di Melanoides tuberculata, questa piccola lumaca detrivora, tanto utile quando rovista il fondo, ossigenandolo, si rivela "persona non grata" perché mi risulta alquanto famelica nei confronti delle uova di pesce. A me è successo introducendo nell'acquario un paio di piantine di Acorus gramineus, da lì in poi… Il nulla! E arrivati a questo punto, non resta altro da fare che svuotare la vasca e riallestirla ex-novo con la conseguenza di una notevole perdita di tempo.

Quindi fate attenzione! Una volta accertata l'assenza di tale gasteropode, allestita ed avviata la vasca, lasciatela così com'è, preoccupandovi soltanto di smezzare l'acqua ogni 15 giorni, potare, concimare, trapiantare, ma mai aggiungere piante nuove. Pena, la fine di tutto! Auguri e figli… (maschi o femmine poco importa!). Cioa bbelli!

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